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    La rasatura nei secoli

    La rasatura quotidiana, nelle fogge e negli stili più diversi, è un rituale a cui la stragrande maggioranza degli uomini si dedica, letteralmente, da secoli e secoli. Immaginiamo che un uomo dedichi anche soltanto cinque minuti alla sua rasatura ogni mattina, e lo faccia per 50 anni, giorno dopo giorno: questo significa che, nella sua vita, avrà speso il totale stupefacente di 63 giorni con il rasoio in mano davanti allo specchio. Ma se oggi radersi è davvero una questione semplice e rapida, con i miglioramenti tecnici dei rasoi da barbiere e di quelli monouso, non è sempre stato così: osserviamo come si è evoluta la rasatura nei secoli.

    Gli albori

    Abbiamo tracce archeologiche di rasoi che risalgono decisamente alla preistoria. Si trattava di schegge di selce: erano estremamente affilate, ma purtroppo perdevano tale filo con grande semplicità. Si trattava quindi, paradossalmente, di rasoi monouso, che dovevano essere scartati subito dopo la rasatura, rendendo l’usa-e-getta una realtà già nota ai nostri primi progenitori nelle caverne. Naturalmente, a seconda del territorio, a volte si usavano materiali diversi: gli Aztechi usavano schegge di vetro vulcanico, e gli indigeni del Pacifico frammenti di conchiglie e denti di squalo.

    Le grandi civiltà

    La scoperta della metallurgia migliorò gli strumenti di ogni genere, e questo vale anche per il nostro ambito. Con la lama in metallo, come quelle in bronzo e rame usate in India e in Egitto, nacque il rasoio permanente, che poteva essere semplicemente riaffilato; a Roma antica, i più danarosi disponevano di uno schiavo che aveva il preciso compito di rasarli quotidianamente, mentre gli altri si recavano regolarmente dal barbiere, o “tonsor”, per una rasatura. I rasoi in uso erano in ferro, il che li rendeva dolorosi e pericolosi, perché tendevano sia a perdere il filo, sia soprattutto ad arrugginire. Ciò nonostante, l’importanza di una buona rasatura rimase costante per secoli e secoli.

    L’era moderna

    Nel 1700, divenne diffuso pressochè universalmente il rasoio diritto, con la lama che si richiudeva nel proprio manico di legno. Era estremamente affilato, e quindi permetteva una rasatura eccellente – e rendeva anche possibile, letteralmente, tagliarsi la gola per errore se non si era di mano ferma. Questo stato di cose rimase la normalità fino alla metà del 1800, quando venne inventato, per la prima volta, dall’inglese William Henson, un rasoio con la lama perpendicolare al manico, dotato di protezioni per evitare ferite gravi. Per noi è una forma ben nota, ma all’epoca fu rivoluzionaria: era il modello più sicuro di rasoio mai inventato. Il rasoio di sicurezza conquistò una popolarità enorme per almeno cinquant’anni.

    Fu all’inizio del 1900 che un uomo, di nome Gillette, ebbe l’idea che dettò la nascita del rasoio moderno: una lama intercambiabile, che potesse essere sostituita invece che fatta affilare. Il prezzo era basso, la qualità elevatissima, ma la vera vittoria commerciale fu l’accordo stipulato con l’esercito degli Stati Uniti durante la prima guerra mondiale, per cui ad ogni soldato fu fornito d’ordinanza un rasoio Gillette. Questo creò familiarità – e clientela – in modo mai visto prima.

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